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Il vertice di Copenhagen si è aperto oggi con una affluenza doppia rispetto al numero di delegati che ci si aspettava, con un pessimo impatto sull'ambiente il che non lascia ben sperare per il futuro del Pianeta (i delegati emettono 2 tonnellate di CO2 a testa in 11 giorni, come un cinese in sei mesi), anche perché se dal vertice non uscirà un 'protocollo' vincolante per tutte le Nazioni, non sarà in pratica servito a nulla. Su questo sito ci occupiamo di questioni legate all'alimentazione umana quindi cerchiamo di ricostruire un percorso 'ipotetico' che partendo dall'ultimo vertice Fao ci conduca virtualmente a Copenhagen con la consapevolezza che quello che mangiamo è uno dei principali fattori di incremento del riscaldamento e dell'inquinamento globali, come hanno affermato di recente Paul McCartney al Parlamento Europeo e Jeremy Rifkin in vista del vertice sul clima.
Il deludente vertice FAO 2009 è iniziato con la giornata di digiuno di Jacques Diouf e di Ban Ki-moon (ai quali si è aggiunto il sindaco di Roma Alemanno) e si è concluso con le barzellette di Berlusconi, le solite cene di gala con menu non certo consono agli intenti della gloriosa istituzione umanitaria della quale Luigi Mascheroni su Il giornale scrive: "due terzi del budget della Fao si perdono in costi di gestione dell’elefantiaca struttura, e solo un terzo è impiegato nell’accrescimento dei livelli di nutrizione e nell’aumento della produttività agricola dei Paesi cosiddetti del «terzo mondo»."...
Non è riununciando a nutrirci per un giorno - anche se lo facessero tutti coloro che possono farlo - che potremmo sfamare i nostri 'vicini di casa' bisognosi. Lo potremmo fare cambiando abitudini alimentari, perché soltanto riducendo la nostra "impronta ecologica alimentare" possiamo rendere disponibili agli altri quelle risorse alimentari che consumiamo "in eccesso", nutrendoci abitualmente e in quantità di cibi animali: carni, uova e latticini. Questo perché il 40% dei cereali del mondo e l'80% della soia finiscono nella pancia dei più di due miliardi di animali d'allevamento di grossa taglia che occorrono per il mantenimento dei consumi 'occidentali' (non sono solamente gli occidentali a consumare carne, la Cina è il più grande consumatore di carne di maiale del mondo).
Ogni mucca d'allevamento consuma risorse fossili, acqua e cereali come NOVE americani medi, un maiale come CINQUE americani medi, per non parlare del metano emesso direttamente dai ruminanti bovini in atmosfera, fino a 20 volte più dannoso della Co2.
Quindi, se tutti riducessimo i nostri consumi di cibi animali, nel quotidiano, fino a tendere a diete basate sui vegetali potremmo concretamente incidere sugli effetti globali dei nostri stili di vita nutrizionali. Il resto sono solo chiacchiere, dal momento che "secondo l’Onu, viste le cifre della fame e quelle della malnutrizione (altri due miliardi di persone soffrono di carenze proteiche e mancano di oligoelementi), per nutrire i 9 miliardi di individui previsti per il 2050, sarà necessario aumentare la produzione alimentare mondiale del 70% da qui a quella data". Il che è virtualmente impossibile, come scrive anche Marinella Correggia, se non a completo discapito della qualità dell'ambiente e della qualità della vita di tutta la popolazione terrestre, per non parlare della biodiversità che subirebbe, in un tale scenario, lo shock finale.
Ancora, nonostante le perpetue invocazioni nataliste di Papa Ratzinger (potenzialmente devastanti - quindi criminali nei confronti delle future generazioni umane), soltanto con una pianificazione globale di decrescita della popolazione globale e con una pianificazione della produzione agricola che vada nella direzione di assicurare proteine e nutrienti vegetali a tutta la popolazione umana, sarà possibile evitare il disastro globale, che vedrà raddoppiare, da qui al 2050, il numero dei morti per fame e di coloro che non potranno avere una nutrizione corretta.
La Terra potrebbe sfamare certamente sette miliardi di vegetariani; per sfamare sette o nove miliardi di 'carnivori', come afferma Gianni Tamino da più di vent'anni, "ci vorebbero tre Pianeti". Non li abbiamo.
Alessandro Arrigoni
Approfondimenti:
Carne e clima
Rapporto Fao e Pam coi dati sul disastro alimentare globale
Parole a vanvera contro la fame articolo del Manifesto di Geraldina Colotti.
Suggerimenti per non consumare il mondo di Maria Falvo (LAV)
Contro la fame, lunedì vegetariano per tutti