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Benvenuti nel nuovo portale della Campagna UNALTRALIMENTAZIONE.
Una proposta alla F.A.O.
Per un'alimentazione POSSIBILE per tutti
Per una distribuzione equa delle risorse
Per dire BASTA alla morte di bambini affamati e vitelli ingrassati

Welcome on this new Web portal
An appeal to the Food and Agriculture Organisation
For a new kind of nutrition for mandkind
To END the death of starving child and fatten calves


Panels sugli allevamenti intensivi (in PDF)

Tavola 1 Tavola 2 Tavola 3 Tavola 4 Tavola 5
     
Tavola 6 Tavola 7 Tavola 8 Tavola 9 Tavola 10

 Contributions: Un miliardo di affamati e quasi due miliardi di bovini da allevamento

News del sito



Nei giorni scorsi è stato lanciato l'ennesimo comunicato stampa di allarme globale dalla FAO: "per la prima volta nella sua storia, l'umanità ha superato la soglia del miliardo di persone che soffrono la fame". Nessuno o quasi sembra voler riflettere su due aspetti fondamentali del problema:
1) l'umanità non aveva mai raggiunto prima la soglia di 6 (forse quasi 7?) miliardi di unità!
2) un mondo in crescita numerica esponenziale non potrà che vedere esponenzialmente aumentare i suoi problemi di approvvigionamento, specialmente se destina la maggior parte delle sue risorse alimentari per nutrire animali da macello, che siano di piccola o media e grossa taglia.

Come diciamo da più di un decennio, gli animali da ingrasso non assorbono soltanto nutrienti che potremmo mangiare noi stessi ma, anche, grandi quantità di acqua, e combustibili fossili, oltre che tonnellate di antibiotici e altri medicinali.
Finalmente anche Greenpeace e Beppe Grillo hanno dato un'occhiata al libro di Jeremy Rifkin "Ecocidio, l'ascesa e la caduta della cultura della carne", e si sono resi conto che "la massaia che compra al supermercato una bistecca, o in un negozio del centro un paio di scarpe, una borsa di marca o un cosmetico è complice inconsapevole della distruzione della più grande area verde del pianeta", vale a dire l'Amazzonia.

Anche la trasmissione Report ha dedicato un'intera puntata alla questione dei consumi di carne e dei relativi rischi ambientali e per la salute umana ma è necessario capire che per modificare i nostri stili di consumo ci vuole, prima di tutto, una generale presa di coscienza politica dei rischi cui stiamo andando incontro...


Postato da Admin in Sabato, 20 giugno @ 18:09:29 CEST (111 letture)
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 Science: Le conseguenze globali della zootecnia intensiva

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Le conseguenze globali della zootecnia intensiva. Una ricerca statunitense.

Una corposa ricerca intitolata Carne in tavola: l'industria dell'allevamento in America, Progetto the Pew Charitable Trusts and Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health” dimostra chiaramente che le preoccupazioni per gli allevamenti intensivi come fonte di contagio di malattie per le persone sono fondate.
L’argomento è ritornato di prepotente attualità dopo la diffusione dell’influenza suina e lo studio conferma con autorevolezza il ruolo degli allevamenti intensivi nella creazione di nuovi agenti infettanti e nella loro diffusione sia negli animali sia tra le persone. Rilevante è il fatto che molte delle conclusioni a cui arriva il lavoro sono oggetto da anni di denuncia da parte dei movimenti ambientalisti e animalisti.
Lo studio citato esamina il problema delle malattie infettive e degli allevamenti sotto diversi punti di vista.
Innanzi tutto richiama l’attenzione sul fatto che è esposto alla contaminazione degli agenti infettanti, in modo più frequente e a concentrazioni più alte, chi è direttamente coinvolto nella produzione e che il rischio diminuisce proporzionalmente al contatto, cioè per quanto più o meno tempo si rimane dentro o in prossimità dell’allevamento.
All’esterno la diffusione avviene tramite la contaminazione delle acque reflue e si può estendere alle acque potabili, propagandosi anche a grande distanza dalla sorgente iniziale, come ha mostrato anche la recente trasmissione Report. Se poi gli agenti patogeni sono infettivi per le persone, come nel caso dell’influenza aviare, possono diffondersi nella comunità e persistere durante i processi di lavorazione della carne e contaminare i consumatori di prodotti animali...


Postato da Admin in Sabato, 06 giugno @ 01:14:49 CEST (47 letture)
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 News: Assocarni afferma che la bistecca non minaccia la sicurezza alimentare

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Earthlings (Terrestri), i macelli

Il 16 Apr. 2009 è apparso su ilVelino.it un articolo con un'intervista a Marina Berati, portavoce del Centro internazionale di ecologia della nutrizione, Neic.

A sostenere la tesi che la produzione di carne rientra tra i maggiori responsabili della “incertezza alimentare”, era già stata la rivista scientifica Environmental Science and Technology che il 16 aprile del 2008 aveva pubblicato uno studio – di alcuni ricercatori della Carnegie Mellon University – che individuava tre fattori determinanti per il consumo sostenibile: il cibo, l’energia usata in casa e i trasporti. Ma quello che risulta dallo studio avere maggiore impatto sull’ambiente è proprio il fattore cibo a causa degli aspetti legati alla quantità, all’applicabilità e al potere decisionale di ciascun consumatore. Ed ecco che si arriva alla produzione di carne. “La verità - secondo Berati - è che gli animali di allevamento consumano molte più calorie ricavate dai mangimi vegetali, di quante ne producano sottoforma di carne, latte e uova”.

E non finisce qui. Dal dossier Fao “Livestock long shadow” pubblicato già nel 2002 emerge che il settore zootecnico è la causa del 18 per cento delle emissioni di gas serra. Quasi pari a quelle causate dall’industria e maggiori di quelle causate dai trasporti (13 per cento).

Ma le cose non stanno proprio così per il vicepresidente di Assocarni Luigi Scordamaglia...


Postato da Admin in Mercoledì, 22 aprile @ 15:01:50 CEST (110 letture)
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 News: La carne rossa continua a mietere vittime

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Nonostante i consumi siano tutt'altro che in diminuzione, a parte il periodo della crisi della cosiddetta 'mucca pazza', tutti i dati scientifici pubblicati negli ultimi anni mettono sul banco degli imputati le carni rosse (e non solo), sotto il profilo della salute pubblica e della tutela degli ecosistemi.

E' molto curioso scoprire che se effettuiamo una ricerca su Google con le parole carne rossa otteniamo tra i primi 50 risultati, sia nelle News che nel Web, quasi solo articoli che mettono in guardia sui pericoli per la salute derivanti dal conumo di questi cibi.

Da tempo è noto che l’alimentazione è complice dei problemi della malattie cardiovascolari e tumorali. Le ricerche non possono che confermarlo. Semmai è bene ricordare che le ricerche come quelle che seguono nel presente articolo, da un lato indicano la pericolosità delle carni rosse e degli insaccati ma sono troppo semplicistiche nel considerare “buone” le carni bianche… i problemi connessi alle carni bianche, vale a dire i residui soprattutto di farmaci e altre sostanze illegali, sono comuni a tutti i tipi di carne perché indotti dalla stessa tipologia di allevamento, quella industriale...

Nota:
Il 18 Aprile 2009 a Torino si terrà il Convegno Un cibo buono per tutti proprio sui rapporti tra ambiente, alimentazione e salute.


Postato da Admin in Mercoledì, 15 aprile @ 11:44:36 CEST (104 letture)
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 Contributions: La fragilità globale, intervista a Vandana Shiva

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di Pietrina Chessa

All’indomani dello tsunami, Vandana Shiva, aveva scritto sul “Manifesto “ «Siamo esseri fragili e interconnessi. Lo tsunami ci invita ad abbandonare l' arroganza e a riconoscere la nostra fragilità» . La fragilità evidentemente la preoccupa , se anche nella “Carta di Sassari”, redatta al termine della tre giorni( 18-20 settembre ) organizzata in vista del prossimo G8 nel 2009 a La Maddalena, reca nel titolo questo termine “ La Nostra Sicurezza Comune in un Mondo Fragile e Diviso “, tre giorni di incontri per scambiare conoscenze, esperienze e testimonianze organizzati dalla facoltà di Agraria dell’Università di Sassari, in collaborazione con la Regione Toscana. L’evento ha registrato la partecipazione di numerosi studiosi , ed è stato seguito da un folto pubblico formato in gran parte da associazioni, studenti e comuni cittadini, semplicemente preoccupati del futuro del pianeta e delle sue risorse, la cui crisi è giunta ormai fin sulla porta della nostra casa.
Importanti le dichiarazioni del presidente della Giunta Regionale Renato Soru, che incassa applausi dichiarando in apertura, dopo i saluti di rito, che acqua, semi, paesaggio, ambiente e biodiversità non possono essere lasciati al mercato. Aggiunge che iniziative simili si svolgeranno durante tutto il periodo antecedente lo svolgimento del G8, con lo scopo di presentare ai grandi della terra, che probabilmente non tratteranno di questi argomenti, quelle questioni che l’opinione pubblica ritiene urgenti...


Postato da Admin in Giovedì, 05 febbraio @ 11:01:49 CET (179 letture)
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 Contributions: Amazzonia arrosto

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Stiamo divorando la Terra con i nostri miliardi di denti. Lo sosteniamo da tempo ma quando troviamo riscontro alle nostre argomentazioni da gruppi autorevoli come Greenpeace e giornalisti ambientali come Antonio Cianciullo di Repubblica non possiamo non rilanciare il messaggio.

«Amazzonia arrosto». Se non è altro è chiaro l’ultimo rapporto di Greenpeace sull’Amazzonia. Le nuove mappe presentate dall’associazione ambientalista (comparando immagini satellitari e dati ufficiali sulla crescita delle infrastrutture agricole) fotografano un disastro che ha un responsabile preciso: l’allevamento dei bovini. Hamburger al posto della foresta pluviale, una macchia di ketchup al posto del mantello verde. Non sembra un buon affare. Eppure la distruzione procede veloce: il 79,5 per cento delle aree recentemente deforestate in Amazzonia è stato destinato al pascolo bovino...

Nota:
Permalink al post originale.


Postato da Admin in Sabato, 31 gennaio @ 15:04:15 CET (96 letture)
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 Science: Olio oliva ceci e fagioli anti cancro

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Rallentare la progressione del cancro con la dieta. Si allunga la lista degli alimenti anti-cancro. Integrare nella dieta l'olio d'oliva, i fagioli e i ceci, aiuta a diminuire la proliferazione delle cellule tumorali.

Secondo uno studio coordinato dalla professoressa Maria Luisa Brandi del Dipartimento di Medicina Interna dell'Università di Firenze, le cellule tumorali trattate con gli alimenti sopracitati rallentano sensibilmente lo sviluppo. Alcuni dati relativi ai risultati ottenuti sono stati resi noti in occasione del convegno scientifico sui prodotti tipici organizzato dal Centro di Ricerca e Valorizzazione degli Alimenti (Dicembre 2008). I dati ottenuti fino a questo momento sono frutto di una sperimentazione condotta in vitro, un tipo di analisi che consente di osservare un fenomeno singolo isolandolo dal contesto che potrebbe portare ad un'alterazione dei dati raccolti.
I ricercatori hanno utilizzato due identiche culture di cellule umane di cancro del colon, ovvero due nuclei con un numero di cellule equivalenti (circa 10 mila). Per un periodo di 12 giorni, un nucleo ha ricevuto un trattamento a base di olio extravergine di oliva, ceci e fagioli, l'altro, invece, non ha subito nessun trattamento.
Per "somministrare" l'olio extravergine di oliva, i ceci e i fagioli, i ricercatori hanno fatto un estratto e ne hanno ricavato una polvere da dissolvere nella coltura delle cellule cancerose. Durante i 12 giorni, a intervalli di 48 ore, si sono registrati i dati relativi alla proliferazione di entrambe le masse tumorali. Il risultato è stato sorprendente, dopo circa due settimane le cellule non trattate si sono sviluppate in misura esponenziale, da 10 mila a 980 mila...

Nota:
Ulteriori conferme sui protettori vegetali anticancro in questo articolo di Repubblica Scienze.


Postato da Admin in Sabato, 31 gennaio @ 14:05:54 CET (185 letture)
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 News: Mangiare carne affama il mondo e impoverisce i terreni

News del sito


(Nella foto un mercato in Sri Lanka, anche nei paesi più poveri i modelli alimentari occidentali si stanno diffondendo pericolosamente)

Si è appena conclusa a Roma la Fiera MEATing, fiera mondiale degli operatori del settore "carne", appuntamento che ha visto la partecipazione di 105 nazioni e delle varie Regioni italiane con i loro prodotti derivati da allevamenti e macelli.
Lo scopo dell'evento è stato quello di promuovere il prodotto carne ed incentivarne il consumo. Tutto questo in un momento in cui sempre più autorevoli e numerosi enti indicano nel consumo di carne una delle principali cause del problema della fame che colpisce molti paesi.
E' recente l'allarme lanciato dalla Fao sui problemi creati dagli allevamenti in tutto il mondo e anche la Quarta Conferenza sul Futuro della Scienza, in svolgimento a Venezia e che è incentrata sul problema delle risorse alimentari e idriche del Pianeta, indica tra le risposte alla crisi alimentare quella della diminuzione dei consumi di carne. Cosa dice la Fao? Tutte cose ampiamente note, ma poco diffuse...


Postato da Admin in Mercoledì, 08 ottobre @ 07:03:49 CEST (211 letture)
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 News: Anche l'Onu lancia l'allarme per i consumi di carne

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Rajendra Pachauri
Foto: Repubblica

L'appello di Pachauri, presidente dell'Ipcc, premio Nobel per la pace 2007 con Gore:

"Rinunciare alla fettina almeno una volta alla settimana avrebbe un impatto notevole" Onu: "Mangiare meno carne per salvare l'ambiente"


LONDRA - Rinunciare a fettina o bistecca una volta alla settimana per salvare l'ambiente. Perché facendo sparire da tavola la carne almeno un giorno ogni sette si combatte il surriscaldamento globale. L'appello è rilanciato dall'Onu per bocca di Rajendra Pachauri, economista indiano, vegetariano, e una delle voci più autorevoli in materia di clima: presidente dell'Ipcc, il panel intergovernativo sui mutamenti climati delle Nazioni Unite, lo scorso anno ha ricevuto insieme ad Al Gore il premio Nobel per la pace.

L'impatto di quella che appare come una modesta rinuncia sarebbe notevole, più di quello che i non addetti ai lavori possono pensare: l'allevamento di bestiame, infatti, è responsabile del 18% delle emissioni complessive di gas serra, molto più del settore trasporti cui è attribuito il 13%. E, se per molte persone rinunciare all'auto può diventare molto problematico, scegliere insalata, frutta e verdura almeno una volta ogni sette giorni è decisamente più fattibile...


Postato da Admin in Sabato, 13 settembre @ 21:11:04 CEST (220 letture)
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 News: Sulla carne sintetica

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(Foto Greenreport.it)

Se, nonostante gli appelli di Istituti e singoli esperti di tutto il mondo (climatologi, economisti, ecologisti), i consumi globali di carne (dal pollo al maiale ai caprini e bovini) sono in costante aumento, ecco che alcuni ricercatori hanno pensato di creare carne a buon mercato in laboratorio, come riportato in questo articolo di Nancy Shute tradotto in Italiano da Marzia Porta.
Per coloro che sono interessati anche alla questione della sofferenza animale questa sarebbe da intendere come una buona notizia - non a caso la P.E.T.A. ha annunciato di voler premiare con un milione di dollari chi riuscirà ad avviare la produzione di carne sintetica - se non fosse che resterebbero ancora da risolvere tutte le problematiche relative ai consumi di risorse per far crescere questi "tessuti edibili" e - naturalmente - resterebbe il problema dei danni alla salute umana derivanti dal consumo di grandi quantità di cibi 'animali', ricchi di grassi saturi.
Sul fronte ambientalista Lucia Venturi, di Legambiente, in un post su Greenreport finisce col chiedersi, correttamente, se valga "la pena indirizzare la ricerca, e i fondi per sostenerla, su questa strada? O non sarebbe preferibile e anche più desiderabile cercare di ridistribuire le risorse naturali facendo in modo che il mondo non fosse più diviso tra obesi e morti di fame. Tra chi muore di malattie cardiovascolari per il troppo colesterolo ingerito per via di un eccessivo uso di carne e chi invece soffre di rachitismo per carenze proteiche". Ma la Venturi continua a sostenere che la scelta vegetariana "alla Veronesi" sarebbe una forzatura (mentre per noi resta l'unica valida opzione possibile, su larga scala, per evitare il tracollo alimentare globale nei prossimi due o tre decenni), per cui abbiamo pensato di raccogliere qui di seguito l'opinione dell'oncologo a tale proposito...


Postato da Admin in Domenica, 24 agosto @ 18:57:46 CEST (295 letture)
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Il grano cibo per automobili


A breve apriremo una sezione di video nel sito

Enrico Moriconi su Rai Uno (3 Feb 2008)

Enrico Moriconi parla dei danni ambientali degli allevamenti intensivi
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