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<title>Un&amp;#039;altralimentazione &amp;egrave; possibile</title>
<link>http://www.unaltralimentazione.org/html/index.php</link>
<description>Unaltralimentazione FEED</description>
<language>it-it</language>

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<title>Da Roma a Copenhagen, possibilmente senza carne</title>
<link>http://www.unaltralimentazione.org/html/index.php/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=28</link>
<description>&lt;P align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;A href=&quot;http://www.hopenhagen.org/home/map&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;IMG src=&quot;http://www.greengeek.ca/wp-content/uploads/hopenhagen.jpg&quot; width=&quot;250&quot;&gt;&lt;br&gt;Become a citizen of Hopenhagen!&lt;/A&gt;
&lt;br&gt;&lt;br&gt;
Il vertice di &lt;A href=&quot;http://www.enricomoriconi.it/html/modules.php?op=modload&amp;name=News&amp;file=article&amp;sid=799&amp;mode=thread&amp;order=0&amp;thold=0&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Copenhagen&lt;/A&gt; si è aperto oggi con una affluenza doppia rispetto al numero di delegati che ci si aspettava, con un pessimo &lt;A href=&quot;http://www.chicago-blog.it/2009/12/07/i-numeri-di-copenhagen-i-delegati-emettono-2-tonnellate-di-co2-a-testa-in-11-giorni-come-un-cinese-in-sei-mesi/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;impatto sull'ambiente&lt;/A&gt; il che non lascia ben sperare per il futuro del Pianeta (i delegati emettono 2 tonnellate di CO2 a testa in 11 giorni, come un cinese in sei mesi), anche perché se dal vertice non uscirà un 'protocollo' vincolante per tutte le Nazioni, non sarà in pratica servito a nulla. Su questo sito ci occupiamo di questioni legate all'alimentazione umana quindi cerchiamo di ricostruire un percorso 'ipotetico' che partendo dall'ultimo vertice Fao ci conduca virtualmente a Copenhagen con la consapevolezza che quello che mangiamo è uno dei principali fattori di incremento del riscaldamento e dell'inquinamento globali, come hanno affermato di recente &lt;A href=&quot;http://www.corriere.it/esteri/09_dicembre_03/mccartmey-carne-ue_832e00fa-e024-11de-9712-00144f02aabc.shtml&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Paul McCartney&lt;/A&gt; al Parlamento Europeo e &lt;A href=&quot;http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/ambiente/conferenza-copenaghen/dossier-rifkin/dossier-rifkin.html&quot; target=_blank&gt;Jeremy Rifkin&lt;/A&gt; in vista del vertice sul clima.
&lt;br&gt; &lt;br&gt;
Il &lt;A href=&quot;http://www.terranews.it/news/2009/11/digiuno-dagli-impegni&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;deludente&lt;/A&gt; vertice FAO 2009 è iniziato con la giornata di digiuno di Jacques Diouf e di Ban Ki-moon (ai quali si è aggiunto il sindaco di Roma Alemanno) e si è concluso con le barzellette di Berlusconi, le solite cene di gala con menu non certo consono agli intenti della gloriosa istituzione umanitaria della quale Luigi Mascheroni su Il giornale scrive: &quot;due terzi del budget della Fao si perdono in costi di gestione dell’elefantiaca struttura, e solo un terzo è impiegato nell’accrescimento dei livelli di nutrizione e nell’aumento della produttività agricola dei Paesi cosiddetti del «terzo mondo».&quot;...</description>
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<item>
<title>Dichiarazione finale del Forum parallelo sulla sovranità alimentare</title>
<link>http://www.unaltralimentazione.org/html/index.php/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=27</link>
<description>&lt;P align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;IMG src=&quot;http://www.indiana.edu/~global/images/ffagrain.jpg&quot; width=&quot;300&quot;&gt;
&lt;br&gt;&lt;br&gt;
Pubblichiamo le dichiarazioni finali (in &lt;A href=&quot;http://www.unaltralimentazione.org/pdf/Final_Declaration-EN.pdf&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;inglese&lt;/A&gt;, &lt;A href=&quot;http://www.unaltralimentazione.org/pdf/Final_Declaration-FR.pdf&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;francese&lt;/A&gt; e &lt;A href=&quot;http://www.unaltralimentazione.org/pdf/Final_Declaration-ES.pdf&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;spagnolo&lt;/A&gt;) del Forum parallelo sulla sovranità alimentare che si è tenuto a Roma in contemporanea col Vertice FAO, che tanto ha &lt;A href=&quot;http://www.unimondo.org/Notizie/Fao-dichiarazione-inefficace-il-Forum-parallelo-rivendica-la-sovranita-alimentare&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;deluso&lt;/A&gt; le aspettative di chi lotta per sradicare veramente la fame di milioni di persone.
&lt;br&gt;&lt;br&gt;
La &lt;A href=&quot;http://plantbasedfoodforall.net/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;COALITION FOR PLANT-BASED SOLUTIONS TO WORLD HUNGER AND CLIMATE CHANGE&lt;/A&gt; è riuscita a fare inserire una frase che preveda il rifiuto della carne di provenienza industriale in ogni documento futuro del Forum delle NGO/CSO.
&lt;br&gt;&lt;br&gt;
Il Forum parallelo sulla sovranità alimentare, che ha riunito a Roma nei giorni scorsi oltre 600 rappresentanti di movimenti contadini e sociali, società civile e Ong, si è concluso con una «dichiarazione» che stamane sarà letta al Vertice Onu sulla «sicurezza alimentare», alla Fao. Eccone alcuni stralci. &lt;br&gt;
«Siamo determinati a esigere la sovranità alimentare, soluzione reale alla tragedia della fame nel mondo. Sovranità alimentare significa trasformare l'attuale sistema per assicurare che chi produce il cibo abbia un accesso equo al cibo stesso, e al controllo sulla terra, l'acqua, i semi, la biodiversità agricola, le risorse ittiche. I governi devono rispettare, proteggere e assicurare il diritto al cibo come accesso a un'alimentazione adeguata, accessibile, e culturalmente appropriata. Il cibo non può essere usato come arma politica...</description>
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<title>Come nutrire il mondo</title>
<link>http://www.unaltralimentazione.org/html/index.php/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=26</link>
<description>&lt;P align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;IMG src=&quot;http://de.toonpool.com/user/558/files/world_hunger_54195.jpg&quot; width=&quot;250&quot;&gt;
&lt;br&gt;&lt;br&gt;
di Marinella Correggia (da il Manifesto del 14-10-2009)
&lt;br&gt;&lt;br&gt;
Un mondo che lascia affamato un miliardo di persone adesso che le bocche sono 6,8 miliardi, come riuscirà a nutrire tutti nel 2050 quando saremo 9,1 miliardi e le condizioni naturali di produzione saranno proibitive a causa dei cambiamenti climatici? Su «Come nutrire il mondo nel 2050» hanno discusso per due giorni, non senza contraddizioni, molti esperti di ogni parte del mondo e di ogni settore (università, centri di ricerca, reti non governative, compagnie private) invitati a Roma dalla Fao. Per il direttore generale della Fao Jacques Diouf, «si dovrà produrre di più con meno risorse e meno acqua, più rischi climatici e più malattie, in condizioni di estremo stress per gli agricoltori e gli ecosistemi soprattutto delle terre tropicali dove sono concentrati i poveri e malnutriti». L'energia scarseggerà e sarà più cara, i ghiacciai disciolti non alimenteranno più i fiumi, l'acqua evaporerà prima per il caldo, le stagioni saranno sconvolte, la biodiversità - chiave per l'adattamento - sarà erosa...</description>
</item>

<item>
<title>Carne e clima: stiamo divorando le nostre risorse</title>
<link>http://www.unaltralimentazione.org/html/index.php/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=25</link>
<description>&lt;P align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;IMG src=&quot;http://blogeko.libero.it/media/blogs/all/vitelli.jpg&quot; width=&quot;250&quot;&gt;
&lt;br&gt;&lt;br&gt;
&lt;b&gt;
&quot;Meat, the truth&quot;, in un film l'impatto inquinante degli allevamenti bovini occidentali 
 &lt;br&gt;&lt;br&gt;
Attenzione a quella mucca: 
avvelena il pianeta come un suv 
&lt;/b&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;
Lo stile di vita della popolazione umana, esponenzialmente in crescita - sta per avere un impatto devastante sul clima globale. I cambiamenti climatici cui assistiamo - con un tendenziale aumento delle temperature medie - sono causati principalmente dalle attività umane, le quali introducono giornalmente nell'atmosfera milioni di tonnellate di Co2, metano (con effetto serra 21 volte maggiore della Co2) e altri gas inquinanti...</description>
</item>

<item>
<title>Un mondo sempre più affamato. Colpa della crisi economica?</title>
<link>http://www.unaltralimentazione.org/html/index.php/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=24</link>
<description>&lt;P align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;IMG src=&quot;http://files.splinder.com/82d1745f3c76cbde26d10bdcdb2f613a.jpeg&quot; width=&quot;250&quot;&gt;
&lt;br&gt;&lt;br&gt;
I quotidiani di oggi riportano la notizia dell'ennesimo allarme FAO (in aggiunta a quello del Programma Alimentare Mondiale) sul preoccupante incremento del numero di persone che soffre la fame nel mondo, come è accaduto &lt;A href=&quot;http://www.unaltralimentazione.org/html/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=22&quot;&gt;pochi mesi fa&lt;/A&gt;. Tutti i dati confermano che senza un mutamento generalizzato negli stili di vita alimentari la situazione non potrà che peggiorare. Questi cambiamenti dovrebbero avvenire prima di tutto nelle nostre cucine e nei nostri piatti. Come mostrato anche nel documentario &lt;A href=&quot;http://laverabestia.org/play.php?vid=583&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Meat the Truth&lt;/A&gt;, presentato in anteprima italiana alla 12a edizione del Festival Internazionale di Cinemambiente a Torino, la prevalenza di alimenti di origine animale è uno dei principali fattori che contribuiscono all'innalzamento del livello di gas serra nell'atmosfera (fino al 18% del totale). Il metano prodotto dai bovini è 21 volte più dannoso della Co2 in questo senso e ogni bovino produce ogni giorno tanto gas serra quanto un fuoristrada di medie dimensioni.
&lt;br&gt;&lt;br&gt;
Ma non è tutto. Per allevare gli animali, lo ripetiamo sempre, gli esseri umani impiegano una quantità di risorse alimentari, idriche e petrolifere, che potrebbero sfamare tranquillamente, oggi, due miliardi di persone.
&lt;br&gt;&lt;br&gt;
Leggiamo dunque i dati diffusi dalla FAO e dal PAM da un punto di vista meno antropocentrico e più scientifico, solo così potremo veramente e concretamente salvare la vita di qualcuno in futuro.&lt;br&gt;
Per il nuovo vertice per la sicurezza alimentare, che è previsto a Roma dal 16 al 18 novembre prossimi, rilanceremo i contenuti della Campagna per un'altra alimentazione che pubblicheremo a breve su questo sito... </description>
</item>

<item>
<title>Nuovi studi confermano la correlazione tra cancro e alimentazione carnea</title>
<link>http://www.unaltralimentazione.org/html/index.php/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=23</link>
<description>&lt;P align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;IMG src=&quot;http://onethingyoucando.com/wp-content/uploads/2009/03/cownonbun.jpg&quot; width=&quot;300&quot;&gt;
&lt;br&gt;&lt;br&gt;
Anche di recente la stampa mondiale e nazionale si è occupata della correlazione tra alimentazione carnea e cancro. &lt;br&gt;
Il primo studio che viene riportato è del &lt;i&gt;British Journal of Cancer&lt;/i&gt; e riguarda la minore dffusione statistica dei tumori tra i vegetariani.&lt;br&gt;
Il secondo studio, del &lt;i&gt;National Cancer Institute di Bethesda&lt;/i&gt;, stabilisce una forte correlazione tra alti consumi di grassi animali e cancro del pancreas.
&lt;br&gt;
Per comodità dei nostri lettori riportiamo il testo di due articoli che parlano dei suddetti studi scientifici...</description>
</item>

<item>
<title>Un miliardo di affamati e quasi due miliardi di bovini da allevamento</title>
<link>http://www.unaltralimentazione.org/html/index.php/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=22</link>
<description>&lt;P align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;IMG src=&quot;http://www.pathguy.com/lectures/sudan_famine_1994.jpg&quot; width=&quot;300&quot;&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;

Nei giorni scorsi è stato lanciato l'ennesimo comunicato stampa di &lt;A href=&quot;http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/esteri/fao-cibo/fao-cibo/fao-cibo.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;allarme globale&lt;/A&gt; dalla FAO: &quot;per la prima volta nella sua storia, l'umanità ha superato la soglia del miliardo di persone che soffrono la fame&quot;. Nessuno o quasi sembra voler riflettere su due aspetti fondamentali del problema:&lt;br&gt;
1) l'umanità non aveva mai raggiunto prima la soglia di 6 (forse quasi 7?) miliardi di unità!&lt;br&gt;
2) un mondo in crescita numerica esponenziale non potrà che vedere esponenzialmente aumentare i suoi problemi di approvvigionamento, specialmente se destina la maggior parte delle sue risorse alimentari per nutrire animali da macello, che siano di piccola o media e grossa taglia.&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
Come diciamo da più di un decennio, gli animali da ingrasso non assorbono soltanto nutrienti che potremmo mangiare noi stessi ma, anche, grandi quantità di acqua, e combustibili fossili, oltre che tonnellate di antibiotici e altri medicinali.&lt;br&gt;
Finalmente anche Greenpeace e &lt;A href=&quot;http://www.beppegrillo.it/2009/06/le_vacche_e_lam/index.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Beppe Grillo&lt;/A&gt; hanno dato un'occhiata al libro di Jeremy Rifkin &quot;Ecocidio, l'ascesa e la caduta della cultura della carne&quot;, e si sono resi conto che &quot;la massaia che compra al supermercato una bistecca, o in un negozio del centro un paio di scarpe, una borsa di marca o un cosmetico è complice inconsapevole della distruzione della più grande area verde del pianeta&quot;, vale a dire l'Amazzonia. 
&lt;br&gt;&lt;br&gt;
Anche la trasmissione Report ha dedicato un'intera &lt;A href=&quot;http://www.report.rai.it/RE_elenco/0,11515,2009-categoria-349,00.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;puntata&lt;/A&gt; alla questione dei consumi di carne e dei relativi rischi ambientali e per la salute umana ma è necessario capire che per modificare i nostri stili di consumo ci vuole, prima di tutto, una generale presa di coscienza politica dei rischi cui stiamo andando incontro...</description>
</item>

<item>
<title>Le conseguenze globali della zootecnia intensiva</title>
<link>http://www.unaltralimentazione.org/html/index.php/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=21</link>
<description>&lt;P align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;IMG src=&quot;http://4.bp.blogspot.com/_pofpa7CZ-Vg/SSuj_TN1eLI/AAAAAAAADy0/u9Uo0zHqyTs/s400/turkey_intensive_farming.jpg&quot; width=&quot;250&quot;&gt;
&lt;br&gt;&lt;br&gt;
&lt;b&gt;Le conseguenze  globali della zootecnia intensiva. Una ricerca statunitense.&lt;/b&gt;
&lt;br&gt;&lt;br&gt;
Una corposa ricerca intitolata &lt;i&gt;Carne in tavola: l'industria dell'allevamento in America&lt;/i&gt;,
Progetto the Pew Charitable Trusts and Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health” dimostra chiaramente che le preoccupazioni per gli allevamenti intensivi come fonte di contagio di malattie per le persone sono fondate.&lt;br&gt;
	L’argomento è ritornato di prepotente attualità dopo la diffusione dell’influenza suina e lo studio conferma con autorevolezza il ruolo degli allevamenti intensivi nella creazione di nuovi agenti infettanti e nella loro diffusione sia negli animali sia tra le persone. Rilevante è il fatto che molte delle conclusioni a cui arriva il lavoro sono oggetto da anni di denuncia da parte dei movimenti ambientalisti e animalisti.&lt;br&gt;
	Lo studio citato esamina il problema delle malattie infettive e degli allevamenti sotto diversi punti di vista.&lt;br&gt;
	Innanzi tutto richiama l’attenzione sul fatto che è esposto alla contaminazione degli agenti infettanti, in modo più frequente e a concentrazioni più alte, chi è direttamente coinvolto nella produzione e che il rischio diminuisce proporzionalmente al contatto, cioè per quanto più o meno tempo si rimane dentro o in prossimità dell’allevamento.&lt;br&gt;
All’esterno la diffusione avviene tramite la contaminazione delle acque reflue e si può estendere alle acque potabili, propagandosi anche a grande distanza dalla sorgente iniziale, come ha mostrato anche la recente trasmissione &lt;A href=&quot;http://www.report.rai.it/RE_elenco/0,11515,2009-categoria-349,00.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Report&lt;/A&gt;. Se poi gli agenti patogeni sono infettivi per le persone, come nel caso dell’influenza aviare, possono diffondersi nella comunità e persistere durante i processi di lavorazione della carne e contaminare i consumatori di prodotti animali...</description>
</item>

<item>
<title>Assocarni afferma che la bistecca non minaccia la sicurezza alimentare</title>
<link>http://www.unaltralimentazione.org/html/index.php/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=20</link>
<description>&lt;P align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;object width=&quot;320&quot; height=&quot;265&quot;&gt;&lt;param name=&quot;movie&quot; value=&quot;http://www.youtube.com/v/s4njmT3Sgoo&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0xe1600f&amp;color2=0xfebd01&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name=&quot;allowFullScreen&quot; value=&quot;true&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name=&quot;allowscriptaccess&quot; value=&quot;always&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src=&quot;http://www.youtube.com/v/s4njmT3Sgoo&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0xe1600f&amp;color2=0xfebd01&quot; type=&quot;application/x-shockwave-flash&quot; allowscriptaccess=&quot;always&quot; allowfullscreen=&quot;true&quot; width=&quot;320&quot; height=&quot;265&quot;&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;
&lt;br&gt;Earthlings (Terrestri), i macelli
&lt;br&gt;&lt;br&gt;
Il 16 Apr. 2009 è apparso su ilVelino.it un &lt;A href=&quot;http://www.ilvelino.it/articolo.php?Id=825782&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;articolo&lt;/A&gt; con un'intervista a Marina Berati, portavoce del Centro internazionale di ecologia della nutrizione, &lt;A href=&quot;http://www.nutritionecology.org/it/index.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Neic&lt;/A&gt;. 
&lt;br&gt;&lt;br&gt;
A sostenere la tesi che la produzione di carne rientra tra i maggiori responsabili della “incertezza alimentare”, era già stata la rivista scientifica Environmental Science and Technology che il 16 aprile del 2008 aveva pubblicato uno studio – di alcuni ricercatori della Carnegie Mellon University – che individuava tre fattori determinanti per il consumo sostenibile: il cibo, l’energia usata in casa e i trasporti. Ma quello che risulta dallo studio avere maggiore impatto sull’ambiente è proprio il fattore cibo a causa degli aspetti legati alla quantità, all’applicabilità e al potere decisionale di ciascun consumatore. Ed ecco che si arriva alla produzione di carne. “La verità - secondo Berati - è che gli animali di allevamento consumano molte più calorie ricavate dai mangimi vegetali, di quante ne producano sottoforma di carne, latte e uova”. 
&lt;br&gt;&lt;br&gt;
E non finisce qui. Dal dossier Fao “Livestock long shadow” pubblicato già nel 2002 emerge che il settore zootecnico è la causa del 18 per cento delle emissioni di gas serra. Quasi pari a quelle causate dall’industria e maggiori di quelle causate dai trasporti (13 per cento).
&lt;br&gt;&lt;br&gt;
Ma le cose non stanno proprio così per il vicepresidente di Assocarni Luigi Scordamaglia...</description>
</item>

<item>
<title>La carne rossa continua a mietere vittime</title>
<link>http://www.unaltralimentazione.org/html/index.php/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=19</link>
<description>&lt;P align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;IMG src=&quot;http://www.italiaatavola.net/images/contenutiarticoli/carne_rossa300.jpg&quot;&gt;
&lt;br&gt; &lt;br&gt;
Nonostante i consumi siano tutt'altro che in diminuzione, a parte il periodo della &lt;A href=&quot;http://www.repubblica.it/online/cronaca/muccacinque/crollo/crollo.html?ref=search&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;crisi&lt;/A&gt; della cosiddetta 'mucca pazza', tutti i dati scientifici pubblicati negli ultimi anni mettono sul banco degli imputati le carni rosse (e non solo), sotto il profilo della salute pubblica e della tutela degli ecosistemi.
&lt;br&gt;&lt;br&gt;
E' molto curioso scoprire che se effettuiamo una ricerca su Google con le parole &lt;A href=&quot;http://www.google.it/search?hl=it&amp;q=carne+rossa&amp;meta=&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;carne rossa&lt;/A&gt; otteniamo tra i primi 50 risultati, sia nelle News che nel Web, quasi solo articoli che mettono in guardia sui pericoli per la salute derivanti dal conumo di questi cibi.
&lt;br&gt;&lt;br&gt;
Da tempo è noto che l’alimentazione è complice dei problemi della malattie cardiovascolari e tumorali. Le ricerche non possono che confermarlo.
Semmai è bene ricordare che le ricerche come quelle che seguono nel presente articolo, da un lato indicano la pericolosità delle carni rosse e degli insaccati ma sono troppo semplicistiche nel considerare “buone” le carni bianche…  i problemi connessi alle carni bianche, vale a dire i residui soprattutto di farmaci e altre sostanze illegali, sono comuni a tutti i tipi di carne perché indotti dalla stessa tipologia di allevamento, quella industriale...</description>
</item>

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